Rincorrendosi a quattro giorni di distanza l’una dall’altra sono state presentate due fra le maggiori guide ai ristoranti del Belpaese, quelle edite dall’Espresso e dal Gambero Rosso. Nel corso delle due faraoniche cerimonie si sono confrontati due modi, solo parzialmente differenti, di leggere la cucina ristorantizia italiana (discorso diverso si dovrebbe fare per quella di casa).
I ristoranti d’Italia de L’Espresso 2009 (Roma, Espresso, pp. 896, €22,00) confermano in prima posizione il locale di Gianfranco Vissani affiancandogli con poca fantasia, il discusso Fulvio Pierangelini e il provocatorio Massimo Bottura. Atmosfera più carica di novità, invece, alla Città del Gusto del Gambero Rosso. Orfani del guru e fondatore Stefano Bonilli, estromesso dalla società causa presunto dissesto finanziario (con non pochi strascichi velenosi, ripicche e accuse incrociate), gli uomini del Gambero hanno presentato una guida (Ristoranti d’Italia 2009, Roma, Gambero Rosso, pp. 640, €22,00) fortemente orientata alla valorizzazione della giovane generazione di cuochi italiani (sintomatiche le polemiche assenze di Gianfranco Vissani e Gualtiero Marchesi che non si sono presentati alla premiazione).
Ricalibrando il metro di giudizio sul filo del rasoio fra ricerca del nuovo e bisogno della notizia, la guida disegna una mappa del mangiar bene che, oltre alla conferma del suo cuoco-feticcio Fulvio Pierangelini, vede nel Centro-Sud Italia il motore propulsore della nostra cucina, fra riscoperta dei prodotti mediterranei e influssi spagnoli. Il tutto in attesa che la rossa Michelin di-spensi le sue stelline. Se Vissani attende la terza, molti altri fanno voti ai propri santi affinché non siano spente quelle che già brillano. |