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n° 44 - sabato 29 ottobre 2005
Qualcuno volò sul nido di Bill Gates, di Carlo Lo Re

Qualcuno volò sul nido di Bill Gates

È ormai aperta, per non dire sfrontata, la sfida di Google ai big dell’elettronica mondiale. Con la valanga di denaro rastrellata con la collocazione a Wall Street di un anno fa e con gli altri proventi che dovrebbero scaturire dall’aumento di capitale previsto a breve (in totale si parla di una cifra vicina ai 7 miliardi di dollari), la compagnia fondata da Sergey Brin e Larry Page si appresta a proporre in Rete dei nuovi prodotti tecnologici che la emancipino dall’immagine di puro e semplice motore di ricerca, per quanto il migliore.
Nelle intenzioni di Brin e Page il futuro di Google – logo che è divenuto una parola vera e propria: to google in inglese ormai significa cercare qualcosa nel web – è nella telefonia on line (con l’instant messenger Google Talk), nella banda larga, nel WiFi (Wireless Fidelity, la connettività senza fili) e in una propria piattaforma per i messaggi, settore oggi dominato dal sistema Msn di Microsoft, che ha 178 milioni di clienti, seguito da AoL e Yahoo con, rispettivamente, 90 e 80 milioni di clienti. E non è escluso che l’azienda californiana addirittura possa anche lanciarsi nella produzione di cellulari e nell’ideazione di un nuovo sistema operativo.

Di assoluto interesse è il progetto di Brin e Page per una nuova piattaforma messaggi. La tecnologia con la quale Google dovrebbe lanciarsi nella nuova avventura sarà assolutamente “aperta”: tutti cioè potranno connettersi al suo sistema e duplicarlo senza nulla pagare. L’idea è rivoluzionaria. Infatti, mentre oggi gli utenti di Msn, AoL e Yahoo non possono dialogare fra di loro perché le varie piattaforme sono esclusiva delle singole compagnie, con il sistema open source di Brin e Page gli utenti di Google potranno dialogare con tutti gli utenti dei vari servizi che man mano diverranno compatibili.
Il progetto ha subito provocato una prima importante reazione: Microsoft e Yahoo! hanno dichiarato di star lavorando all’unificazione dei loro sistemi di Instant Messaging. Un annuncio a dir poco clamoroso, propedeutico alla creazione di un mercato di circa 275 milioni di utenti. A questa inattesa alleanza, Google ha risposto in tempi rapidissimi, dichiarandosi assai interessata ad acquisire una quota di AoL, tramite un patto strategico con Comcast e Time Warner (che controlla AoL e che appena qualche settimana fa stava seriamente valutando l’ipotesi di allearsi con Microsoft).

È il trionfo dell’open source, insomma, che anche grazie allo straordinario successo dei sistemi operativi Linux (ideato qualche anno fa dal finlandese Linus Thorvald e in breve diffusosi per tutto il pianeta) e Mozilla Firefox sta proponendosi come filosofia vincente in campo informatico. Del resto, se anche un gigante come la Sun Microsystems, creatrice del linguaggio di programmazione Java, si schiera a sostegno delle “fonti aperte”, vuol dire che la strada è promettente. Perché la concorrenza in un sistema di mercato è legata a doppio filo all’innovazione tecnologica, che di per sé rappresenta il miglior sistema antitrust possibile.
In questo panorama che si evolve fulmineo, Microsoft ha altre carte da giocare. Il prossimo sistema operativo della casa di Redmond, Windows Vista, sarà distribuito in ben sette versioni, diverse dal punto di vista sia delle prestazioni che del costo, con l’obiettivo di soddisfare tutte le esigenze, non solo di spesa, dei clienti. Si parla infatti di una forbice notevolissima fra la Starter Edition e la Ultimate Edition; la prima dovrebbe essere una versione unicamente dedicata al mercato dei Paesi emergenti, per computer di potenza molto limitata (per intenderci, questa versione non consentirà di utilizzare più di tre programmi nello stesso momento). La seconda dovrebbe invece avere prestazioni superlative, la possibilità di utilizzare il pc come una vera e propria centralina di entertainment domestico e avanzatissime funzionalità per navigare nel web.

Secondo alcuni analisti del settore, però, Vista, più che il sistema operativo del rilancio, sarà per Microsoft un boomerang. Probabilmente il costo per andare da Windows Xp a Vista sarà più alto di quello per passare da Windows a Linux. Se la previsione dovesse risultare veritiera non sarebbe da escludere la migrazione di milioni di utenti al sistema operativo del geniale progettista finlandese. Uno scenario che la casa di Redmond si propone di scongiurare aprendo – sempre con la proverbiale cautela – alcuni programmi (Msn Search e Msn Messenger, per esempio) alle proposte di sviluppo di terzi.
Carlo Lo Re

Wikipedia, sapere aperto

Per i frequentatori del web mondiale è l’ancora di salvezza per rinvenire la notizia che non si trova altrove. Wikipedia è l’enciclopedia on line amata dagli internauti, gratuita e così zeppa di link da essere una vera miniera di conoscenza. Nata dal sogno un po’ visionario di Jimmy Wales, il suo intento dichiarato è rendere liberamente accessibile l’intero scibile umano. Storia, geopolitica, biografie, statistiche, repertori bibliografici, tutto è rinvenibile su Wikipedia, che ha ormai ben più voci delle classiche enciclopedie cartacee e consente, essendo un territorio neutro, l’incontro fra diverse visioni, una versione condivisa degli eventi fra utenti/collaboratori diversissimi.
Chiunque, se competente, può partecipare alla stesura dei contenuti e controllarne la veridicità. In breve tempo è nata una sorta di comunità di wikipedisti, che curano le pagine ognuno nella propria lingua e rendono vivo un esperimento di liberazione della conoscenza che ormai è divenuto un mito nella Rete, il massimo dell’open source. 
                                C. L. R.

Online, il futuro del telefono

A tappe forzate la telefonia su Internet sta affermandosi come la frontiera delle telecomunicazioni. Negli Stati Uniti, Vonage, compagnia fondata nel 2000 da Jeffrey Citron con un investimento di 70 milioni di dollari, ha superato il milione di abbonati, buona parte dei quali conquistati nell’ultimo anno (nel 2004 erano appena 200mila). In totale si prevedono 16 milioni di utenti USA entro il 2008, grazie ai costi bassi e alla diffusione crescente della banda larga. Altri colossi informatici, fiutato l’affare, stanno buttandosi nel business. AoL, eBay, Google, Yahoo e Microsoft si stanno attrezzando per offrire quanto prima alla propria clientela servizi affidabili di telefonia on line. Addirittura, eBay (forte dei suoi 157 milioni di abbonati) sta trattando l’acquisto del software di Skype, assai semplice da utilizzare e già conosciuto da 52 milioni di utenti nel mondo. E gli operatori tradizionali, come AT & T e Verizon, e quelli via cavo, tipo Time Warner e Comcast,  piuttosto preoccupati, tentano di recuperare il tempo perduto.                                 
C.L.R.

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