Qualcuno volò sul nido di Bill Gates
È ormai aperta, per non dire
sfrontata, la sfida di Google ai big dell’elettronica mondiale. Con la
valanga di denaro rastrellata con la collocazione a Wall Street di un
anno fa e con gli altri proventi che dovrebbero scaturire dall’aumento
di capitale previsto a breve (in totale si parla di una cifra vicina ai
7 miliardi di dollari), la compagnia fondata da Sergey Brin e Larry
Page si appresta a proporre in Rete dei nuovi prodotti tecnologici che
la emancipino dall’immagine di puro e semplice motore di ricerca, per
quanto il migliore.
Nelle intenzioni di Brin e Page il futuro di Google – logo che è
divenuto una parola vera e propria: to google in inglese ormai
significa cercare qualcosa nel web – è nella telefonia on line (con
l’instant messenger Google Talk), nella banda larga, nel WiFi (Wireless
Fidelity, la connettività senza fili) e in una propria piattaforma per
i messaggi, settore oggi dominato dal sistema Msn di Microsoft, che ha
178 milioni di clienti, seguito da AoL e Yahoo con, rispettivamente, 90
e 80 milioni di clienti. E non è escluso che l’azienda californiana
addirittura possa anche lanciarsi nella produzione di cellulari e
nell’ideazione di un nuovo sistema operativo.
Di assoluto interesse è il progetto di Brin e Page per una nuova
piattaforma messaggi. La tecnologia con la quale Google dovrebbe
lanciarsi nella nuova avventura sarà assolutamente “aperta”: tutti cioè
potranno connettersi al suo sistema e duplicarlo senza nulla pagare.
L’idea è rivoluzionaria. Infatti, mentre oggi gli utenti di Msn, AoL e
Yahoo non possono dialogare fra di loro perché le varie piattaforme
sono esclusiva delle singole compagnie, con il sistema open source di
Brin e Page gli utenti di Google potranno dialogare con tutti gli
utenti dei vari servizi che man mano diverranno compatibili.
Il progetto ha subito provocato una prima importante reazione:
Microsoft e Yahoo! hanno dichiarato di star lavorando all’unificazione
dei loro sistemi di Instant Messaging. Un annuncio a dir poco
clamoroso, propedeutico alla creazione di un mercato di circa 275
milioni di utenti. A questa inattesa alleanza, Google ha risposto in
tempi rapidissimi, dichiarandosi assai interessata ad acquisire una
quota di AoL, tramite un patto strategico con Comcast e Time Warner
(che controlla AoL e che appena qualche settimana fa stava seriamente
valutando l’ipotesi di allearsi con Microsoft).
È il trionfo dell’open source, insomma, che anche grazie allo
straordinario successo dei sistemi operativi Linux (ideato qualche anno
fa dal finlandese Linus Thorvald e in breve diffusosi per tutto il
pianeta) e Mozilla Firefox sta proponendosi come filosofia vincente in
campo informatico. Del resto, se anche un gigante come la Sun
Microsystems, creatrice del linguaggio di programmazione Java, si
schiera a sostegno delle “fonti aperte”, vuol dire che la strada è
promettente. Perché la concorrenza in un sistema di mercato è legata a
doppio filo all’innovazione tecnologica, che di per sé rappresenta il
miglior sistema antitrust possibile.
In questo panorama che si evolve fulmineo, Microsoft ha altre carte da
giocare. Il prossimo sistema operativo della casa di Redmond, Windows
Vista, sarà distribuito in ben sette versioni, diverse dal punto di
vista sia delle prestazioni che del costo, con l’obiettivo di
soddisfare tutte le esigenze, non solo di spesa, dei clienti. Si parla
infatti di una forbice notevolissima fra la Starter Edition e la
Ultimate Edition; la prima dovrebbe essere una versione unicamente
dedicata al mercato dei Paesi emergenti, per computer di potenza molto
limitata (per intenderci, questa versione non consentirà di utilizzare
più di tre programmi nello stesso momento). La seconda dovrebbe invece
avere prestazioni superlative, la possibilità di utilizzare il pc come
una vera e propria centralina di entertainment domestico e
avanzatissime funzionalità per navigare nel web.
Secondo alcuni analisti del settore, però, Vista, più che il sistema
operativo del rilancio, sarà per Microsoft un boomerang. Probabilmente
il costo per andare da Windows Xp a Vista sarà più alto di quello per
passare da Windows a Linux. Se la previsione dovesse risultare
veritiera non sarebbe da escludere la migrazione di milioni di utenti
al sistema operativo del geniale progettista finlandese. Uno scenario
che la casa di Redmond si propone di scongiurare aprendo – sempre con
la proverbiale cautela – alcuni programmi (Msn Search e Msn Messenger,
per esempio) alle proposte di sviluppo di terzi.
Carlo Lo Re
Wikipedia, sapere aperto
Per i frequentatori del web mondiale è l’ancora di salvezza per rinvenire la notizia che non si trova altrove. Wikipedia
è l’enciclopedia on line amata dagli internauti, gratuita e così zeppa
di link da essere una vera miniera di conoscenza. Nata dal sogno un po’
visionario di Jimmy Wales, il suo intento dichiarato è rendere
liberamente accessibile l’intero scibile umano. Storia, geopolitica,
biografie, statistiche, repertori bibliografici, tutto è rinvenibile su
Wikipedia, che ha ormai ben più voci delle classiche enciclopedie
cartacee e consente, essendo un territorio neutro, l’incontro fra
diverse visioni, una versione condivisa degli eventi fra
utenti/collaboratori diversissimi.
Chiunque, se competente, può partecipare alla stesura dei contenuti e
controllarne la veridicità. In breve tempo è nata una sorta di comunità
di wikipedisti, che curano le pagine ognuno nella propria lingua e
rendono vivo un esperimento di liberazione della conoscenza che ormai è
divenuto un mito nella Rete, il massimo dell’open source.
C. L. R.
Online, il futuro del telefono
A tappe forzate la telefonia su
Internet sta affermandosi come la frontiera delle telecomunicazioni.
Negli Stati Uniti, Vonage, compagnia fondata nel 2000 da Jeffrey Citron
con un investimento di 70 milioni di dollari, ha superato il milione di
abbonati, buona parte dei quali conquistati nell’ultimo anno (nel 2004
erano appena 200mila). In totale si prevedono 16 milioni di utenti USA
entro il 2008, grazie ai costi bassi e alla diffusione crescente della
banda larga. Altri colossi informatici, fiutato l’affare, stanno
buttandosi nel business. AoL, eBay, Google, Yahoo e Microsoft si stanno
attrezzando per offrire quanto prima alla propria clientela servizi
affidabili di telefonia on line. Addirittura, eBay (forte dei suoi 157
milioni di abbonati) sta trattando l’acquisto del software di Skype,
assai semplice da utilizzare e già conosciuto da 52 milioni di utenti
nel mondo. E gli operatori tradizionali, come AT & T e Verizon, e
quelli via cavo, tipo Time Warner e Comcast, piuttosto
preoccupati, tentano di recuperare il tempo
perduto.
C.L.R.
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