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Giustiniano,
Institutiones, Libro I, 1
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15/11/2008
Cercare i modelli fuori dal Novecento
di Angelo Crespi
In questi ultimi mesi si è molto discusso di come l’Occidente possa uscire da una crisi economica strutturale la cui soluzione appare lontana. Dopo l’elezione di Barack Obama, la questione politica è risolta: l’America può contare su un nuovo presidente con un ampio consenso; dal canto suo l’Europa, forse per la prima volta, dà di sé un’immagine compatta, almeno sulle strategie di intervento in campo finanziario. Ciò nonostante, prevale l’idea che una riforma minima, pur di dimensioni monetarie mai viste, possa bastare per superare l’empasse in cui versa il mondo industrializzato e libero, pressato dai nuovi imperi emergenti.

L’idea che la storia possa indicare ricette valide è comune, solo che non si va oltre alle teorie, molte delle quali fallimentari, ereditate dal Novecento. Eppure, se analizzassimo il passato meno prossimo, ci accorgeremmo che proprio in questi momenti decisivi, grandi uomini hanno rivoluzionato il sistema, dando impulso definitivo alla nostra civiltà. Tra questi, appunto Giustiniano la cui idea di impero ancora getta luce fausta sul nostro presente. La razionalizzazione che l’imperatore volle del sistema legislativo dell’epoca, sublimata nel codice, è una riforma che ha cambiato la nostra storia.

La Regola di san Benedetto, coeva al Codex, e nata con meno pretese e meno autorità, fu lo stesso dirompente per il mondo monastico e più latamente cristiano. In pochi anni, un imperatore e un eremita gettarono le basi per la rinascita dell’Occidente. Certo è difficile prevedere un nuovo Giustiniano e un nuovo san Benedetto, ma questo solo per dire che è meglio pensare alle grandi cose, piuttosto che fermarsi alle piccole. Oggi serve una rivoluzione ben diversa da quella che ci propongono gli Stati semplicemente investendo denaro pubblico per rilanciare l’economia. Sarebbe meglio un nuovo modello e spesso basta una sola piccola grande idea.
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