di Matteo Tosi
Chi collabora con un giornale lo sa bene, così come chi ha un figlio da meno di ventiquattro mesi: capita spesso di star su la notte a “lavorare”, e per tirare un po’ il fiato o far passare qualche quarto d’ora, si è disposti a sorbirsi di tutto (o quasi) in tivù. Ma a tutto c’è un limite, per carità, e una volta sviscerate le “edicole” e le rassegne stampa dei diversi telegiornali, e dopo aver fatto finta di sorridere per l’ennesima replica di un’antica fiction trita e ritrita, a meno di non essere proprio in cerca di un monolocale in periferia o di una pittoresca seconda casa sulle montagne della Bergamasca, fino a qualche mese fa sembrava che il baratro del porno fosse l’unica alternativa possibile, catodicamente parlando.
Per la gioia di grafomani e neopapà vari, poi, qualcosa finalmente si è mosso, e scivolando verso i canali a doppia cifra del nostro fedele televisore, hanno iniziato a fare la loro comparsa automobili di ogni prezzo e dimensione, nuove, usate o aziendali, proposte dai più sagaci tra i venditori. Poi anche orologi e gioielli. Ma questo è il momento dell’arte e degli investimenti in bellezza, lo dicevamo noi al ritorno da Artissima e lo ha detto lo scorso fine settimana anche la Domenica del Sole24ore presentando i lavori della prossima fiera bolognese: è il momento degli stranieri che assaltano il Belpaese per portarsene a casa un “pezzo” firmato, e dei nostri piccoli o grandi risparmiatori che, intimoriti dagli sbalzi della Borsa e terrorizzati dallo scoppio delle bolle, guardano alla nostrana creatività come “bene rifugio”.
Non fa simpatia dire «l’avevo detto», ma è esattamente quello che ho pensato in queste notti in bianco tra portatile e biberon, quando mi sono trovato di fronte il pizzetto ben curato di un nuovo non-venditore che mi invitava a «non comprare niente a quest’ora della notte», ma a telefonare «per portarmi a casa un’emozione... assolutamente sì!». Gratis a casa mia per poi decidere cosa fare, questo mi dice la vecchia Telemarket... Non è detto che chiamerò, ma l’effetto diretta è molto coinvolgente, e c’è pure del contemporaneo da non buttare!
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